• Domenicane di San Sisto
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Spiritualità-Madre Lalìa
Gli elementi fondamentali della sua spiritualità?
Il Cristocentrismo nella Spiritualità di Madre Lalìa
Il Ruolo di Maria e dei Santi
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Gli elementi fondamentali della sua spiritualità? 

Umiltà  –  Zelo  –  Spirito profetico

L'umiltà e lo zelo sono collegati alla sua esperienza contemplativa ed alla carità verso il prossimo. Lo spirito profetico fu in lei un vero e proprio dono carismatico.

Ma al punto focale attorno al quale si muove tutta l'attività della Madre è la missione e sentendosi chiamata ad una missione parti­colare nella Chiesa, Madre Lalìa rispose il suo “fiat”, ricevendo quel cari­sma specifico, che l'avrebbe resa madre nello spirito.

Ella si sentiva chiamata ed inviata dall’alto e percepiva tale vocazione con un'intensità eccezionale, pur essendo pronta persino a rinunciarvi, in nome dell' obbedienza, alla quale rimase sempre pienamente sottomessa, garantendo così l'azione dello Spirito Santo in lei.  Questa sua totale sottomissione all'autorità fu espressione del suo stile contemplativo, pienamente in linea con la spiritualità domenicana – cateriniana.

Il passaggio di Madre Lalìa dalla fase prevalentemente contemplativa (a Misilmeri) a quella apostolica (il periodo romano), sostenuto dalla saggia direzione spirituale del Padre Lombardo o.p., attento ai segni dello Spirito, la lanciò coraggiosamente, all'età di 50 anni, verso un orientamento di vita del tutto nuovo, che ella intraprese fiduciosa nel Signore che la chiamava, senza lasciarsi scoraggiare da timori e pericoli, affrontando coraggiosamente  peripezie e difficoltà di ogni genere. Affidandosi alle decisioni dei Superiori dell'Ordine, con l’esercizio dell'umiltà e dell'obbedienza, poté ascendere la faticosa ascesa in questo periodo oscuro ed incerto.

L'intima percezione che Dio avesse un piano misterioso su lei, è intimamente connessa con il voto di andare in Russia, emesso il 22 aprile 1877 con chiara coscienza dell'obiettivo da raggiungere: “l'educazione gratuita delle bambine russe nella dottrina della Santa Chiesa, apostolica, romana, oltre alla preparazione scolastica e all’apprendimento dei lavori domestici”.

Fin da quando era a Misilmeri, Madre Lalìa univa strettamente al progetto Russia la sua vocazione missionaria, aperta a qualunque prospettiva le venisse offerta dalla Divina Provvidenza, per cui si dichiarava pronta a recarsi ovunque, sia a Tunisi (dove c'erano maomettani fanatici, pronti a "bruciare e distruggere case e persone dedicate a Gesù Cristo", per cui si richiedevano "anime generose, forti, costanti ed assetate di patire e morire pel nostro dolcissimo Redentore Gesù") che in qualunque altra destinazione. Di fronte alla prospettiva del martirio, con profonda umiltà e totale fiducia in Dio, metteva a disposizione se stessa e tutto ciò che possedeva, cioè "l'Onnipotenza di Dio per confidarci totalmente, la nostra miseria per sconfidare (sic) realmente delle nostre forze, il nostro sangue per spargerlo e sacrificarlo per la gloria di Dio e bene spirituale di coteste bambine che, sebbene da me non conosciute, sono ardentemente amate dal mio povero cuore".

La Madre si sentiva pienamente "figlia della Chiesa" e cercava di operare perciò in piena sintonia con essa, venerandone con profonda fede il Capo visibile, in cui vedeva il supremo Pastore di quel mistico ovile, in cui avrebbe voluto veder riunite tutte le chiese, nel superamento di ogni divisione e nel compimento dell'unità.

Quale vera madre spirituale di una nuova Famiglia religiosa, coinvolgerà tutte le sue figlie in questo suo amore alla Chiesa e nel suo ideale ecumenico ed anche la sua preghiera e la sua offerta diventerà la preghiera e l’offerta di tutta la Congregazione "perché venga presto la sospirata e santa unione di tutte le chiese sotto il regime del Pastore universale, il santo romano pontefice". Per questo motivo obbliga le sue religiose a recitare ogni giorno la Preghiera per l'unione delle Chiese dissidenti alla Chiesa Cattolica, da lei  stessa composta.

Il suo più vivo desiderio era infatti quello di consacrare le energie proprie e delle sue figlie per la sublime causa dell'unità della Chiesa: "[...]lo scopo di questa nascente miserabile nostra casa di San Sisto e delle altre nostre casette sarà l'apostolato con i sacrifici, con le opere e con la preghiera per la riunione delle Chiese dissidenti al seno santissimo della nostra Chiesa".



 
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