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4 Luglio
Beata Caterina Jarrige
Vergine, laica domenicana (1754-1836)


     Ultima di sette figli nacque nel villaggio di Doumis, in Alvernia, nel 1754. Passò la gioventù in casa e in campagna, artigiana nella confezione di merletti (dentelles), capace solo di parlare in dialetto “patois”. Trascorse quasi sessanta anni nella cittadina di muria, dedicandosi continuamente al opere di misericordia a favore dei poveri,  dei malati, degli orfani e dei carcerati e nell’insegnamento catechistico.

    Durante la rivoluzione in Francia (1789-1799) aiutò molti sacerdoti, che non avevano aderito alla Costituzione civile del clero, ella infatti  nella zona di Mauriac (cantal) provvedeva loro rifugio e alimenti, pane e vino per il sacrificio eucaristico; li prelevava di notte, nascosti nelle foreste della valle d’Auze, e li accompagnava nelle famiglie dove si richiedeva l’amministrazione dei sacramenti. Generosa e ingegnosa, riusciva a fuorviare pericoli, ricorrere a stratagemmi, affrontare rischi. Nel 1794 fu processata, imprigionata, ma presto liberata per insurrezione popolare . del resto non temeva di morire e diceva che sulla ghigliottina avrebbe ballato la «carmagnole», come danza campagnola detta «bourrée».

    Accolta nel Terz’Ordine dei Predicatori, imitò santa Caterina da Siena soprattutto con un intenso amore per l’Eucaristia ed in difesa dei suoi ministri perseguitati, intrepida nella confessione di fede e di amore per la Chiesa.

 
Santi domenicani