• Domenicane di San Sisto
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29 Gennaio
Beata  Villana Delle Botti
Madre di famiglia, laica domenicana
(1332-1361)

    Nata a Firenze da un noto e ricco mercante, Villanta delle Botti trascorse religiosamente l’infanzia. Ma il matrimonio con Rosso Benintendi (1351) mettendola a contatto con il frivole e fastoso ambiente fiorentino, sembrò farle dimenticare Dio. La terrificante visione del demonio sullo specchio davanti al quale si pavoneggiava prima di comparire ad una festa mondana, segnò l’inizio di una conversione esemplare. Umili e penitente cercò di espirare mettendosi alla scuola di san Domenico di cui era «devotissima», dice il suo biografo, fra Gerolamo di Giovanni. Ogni giorno segnava una più intima configurazione al divino Paziente  che la Beata amava spesso invocare «Christo Iesù, l’amor mio crufisso».
    Condusse una vota di straordinaria austerità, di preghiera e assistenza ai bisognosi, sotto la direzione dei frati Predicatori. Quando morì, venticinquenne, il 29 gennaio 1361, volle esser sepolta con l’abito di terziaria domenicana in Santa Maria Novella: la sua tomba marmorea  è opera di Bernardo Rossellino.
    Il suo culto venne confermato da Leone XII il 27 marzo 1824.

 


30 Gennaio
Beata  Maria Mancini
Religiosa (c. 1655-1431)

La vita di Caterina Bocacini, cittadina pisana, fu singolarmente drammatica. Rimasta vedova di Baccio Mancini (che aveva sposato giovanissima) e perduta i suoi due bimbi, ancora per accondiscendere alle insistenze familiari passò a seconde nozze con Guglielmo Spezzalaste; na una serie di sventure si abbatte su Caterina chiudendole dinanzi la via della Provvidenza: sei nascite si mutano presto in altrettanti lutti e a venticinque anni essa è nuovamente vedova.
Affranta, si ritira nel nascondimento della sua casa dedicandosi ad opere di carità. L’intervento di Santa Caterina da Siena la induce a consacrarsi a Dio, prima nel Terz’Ordine della Penitenza, poi nel monastero di Santa Croce, dove prese il nome di Maria. Assecondata da sei fervorose consorelle, riportò con l’esempio le monache del Second’Ordine all’esatta osservanza della Regola. Quando venne costruito in Pisa il monastero di San Domenico, vi si trasferì insieme alla beata Chiara Gambacorta e le successe nel governo, fino alla morte, avvenuta il 22 gennaio 1431.
E’ sepolta a Pisa nella chiesa del monastero di San Domenico.
Pio IX il 2 agosto 1855 ne confermò il culto.

 
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