• Domenicane di San Sisto
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8 Giugno
Beate Diana e Cecilia

Vergine, monache (sec. XIII)

      Diana Andalò (questo cognome, in realtà, non è che l’abbreviazione dei nomi di suo padre, il nobile bolognese Andrea Lovello) è tra le figure più caratteristiche e simpatiche delle origini domenicane. Ottenuta dai nonni paterni – Pietro e Otta – la cessione di un terreno a favore dei Predicatore il 14 marzo 1219 ha la gioia di vedere il beato Reginaldo firmare l’atto di acquisto della prima fondazione bolognese; vi sorgerò San Niccolò delle Vigne.

       Nelle mani di san Domenico Diana stessa s’impegnò ad abbracciare la vita del Second’Ordine. Ma solo l’ottava dell’Ascensione del 1223 il monastero domenicano di Sant’Agnese fu in grado di ospitare le prime religiose; il 29 giugno finalmente la generosa bolognesa ricevette dal beato Giordano il sospiratissimo abito.

      Quattro altre suore furono mandate da san Sisto di Roma per seguire con massima fedeltà il programma del Fondatore: tra queste vi era suor Cecilia Cesarini.

     L’epistolario tra la beata Diana (1200-1236)) e il beato Giordano è un prezioso documento della primitiva spiritualità domenicana. A suor Cecilia (c. 1201-1290), che da san Domenico aveva ricevuto l’abito, siamo debitori di un’incantevole descrizione del santo Patriarca, in cui l’amabilità di tratto e il fascino luminoso del volto sono rilevanti con ammirazione filiale.

    Leone XIII confermò il culto della beata Diana 1’8 agosto 1888 e della beata Cecilia il 24 dicembre 1891.

    Parte delle reliquie riposano  a Bologna, nel monastero di Sant’Agnese, altre a Ronzano (Bo) presso i Servi di Maria. Il capo della beata Diana e a San Domenico di Bologna, quello della beata Cecilia presso il monastero dei Santi Sisto e Domenico a Roma.
 

 
Santi domenicani