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3  Febbraio 
Beati Pietro Ruffia, Antonio Pavoni, Bartolomeo Cervéri
Sacerdoti e martiri

     Saviglianesi per patria e professione religiosa, sebbene in anni diversi, ebbero in comune l’ufficio di inquisitori della fede nelle regioni subalpine e il martirio.

    Pietro di Ruffia,  forse della nobile famiglia Cambiani 8nato circa il 1320), risiedendo specialmente nel convento di Torino, esercitò con cura l’ufficio di inquisitore. Cade in un agguato tesogli dagli eretici a Susa, il 2 febbraio 1365. Il suo corpo fu sepolto a Susa e nel 1516 trasferito a Torino, ove si conserva nella chiesa di San Domenico.

    Antonio Pavonis (o Pavonio), nacque nel 1326, fu più volte priore di Savigliano, succedendo al beato Pietro da Ruffia nell’ufficio di inquisitore; fu trucidato dagli eretici a Bricherasio il 9 aprile 1374. Il suo corpo (una volta nella chiesa di San Domenico a Savigliano), dal 1832 è custodito nella chiesa di San Vincenzo in Racconigi (Cn).

    Bartolomeo Cervéri, nato verso il 1420, professore di teologia all’università di Torino (1452), più volte priore di Saigliano, divenne inquisitore generale (1459) e fu ucciso dagli eretici presso Cervere il 21 aprile 1466. Il suo corpo, onorato nella chiesa dell’Ordine a Savigliano, nel 1802 venne trasferito nella parrocchiale di Cervére.

    Il culto dei tre martiri fu confermato da Pio IX: quello del beato Bartolomeo il 22 settembre 1853, quello dei beati Pietro e Antonio il 4 dicembre 1856.

 
Santi domenicani