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23 Gennaio
Beato Enrico Seuze
Sacerdote (1366)

 

      Tra i noti maestri della scuola domenicana di spiritualità detta «dei mistici renani», spicca la celebre e soave figura di questo beato. Enrico, cultore della divina Sapienza e amatissimo della Passione del Signore, probabilmente verso la fine del XIII secolo, nacque presso Costanza, in Germania, da padre nobile e irreligioso, e da una madre piissima della famiglia Seuze, da cui prese il nome. A tredici anni entrò nell’Ordine di S. Domenico nel convento di costanza.
Dotato per natura di tenerezza e amore, passò nell’Ordine cinque anni di rilassatezza, ma illuminato dalla divina Grazia e arricchito di mistici doni, brillò per austerità di condotta, sopportando con pazienza e in silenzio le avversità e le calunnie.
    Scrisse libri, assai ricercati dai fedeli, che raggiunsero chiara fama nella storia della letteratura spirituale, e ancora oggi interessano la vota spirituale. Le sue opere mistiche – alcune delle quali erano scritte in lingua corrente (nazionale) – furono continuamente preferite e ristampate, come fu accertato; tra esse anzitutto l’«Horologium Sapientiae», nel quale insegna al spogliazione dai sensi e l’unione con Dio attraverso la contemplazione delle perfezioni e sofferenze di Cristo. Rifulgeva per umiltà e carità, era illustre per doni celesti, ardeva di amore per Gesù, il cui nome si incise sul petto; morì santamente a Ulma il 25 gennaio 1366.
    Il suo culto venne confermato da Gregorio XVI il 22 aprile 1831. Il suo sepolcro fu devastato nel secolo XVI, infuriando i dissidi religiosi.

 

 
Santi domenicani