• Domenicane di San Sisto
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Le pagine della Riconoscenza

GIUSEPPE R.

Carissime sorelle domenicane e suor Rachele sono Giuseppe di Napoli di anni 35, vi informo che sono uscito dalla crisi cardiaca mortale, la sera del 22  stavo morendo me la sono vista bruttissima il cuore quasi non si contraeva più e quasi non respiravo più, una tragedia, ma un intervento Divino mi ha salvato, ringrazio Dio La Madonna la beata Lalìa e Voi per le vostre preghiere, ora attualmente non sto a rischio di morte, nel caso lo fossi di nuovo vi scriverò per chiedervi altre preghiere urgenti, ma ora non sono urgenti in quanto sono uscito dalla crisi cardiaca mortale, vi chiedo quando potete di fare una piccola preghiera magari una sola Ave Maria la sera affinché non muoio di morte improvvisa, vi ringrazio ancora per la Vostra carità Dio Vi benedica e La Madonna Vi protegga sempre.

 

ps: con umiltà vi ricordo proteggetevi da satana e da tutti i demoni con La Confessione frequente e fatta con un buon esame di coscienza.

MICHELA LA ROSA,


desidero rendere testimonianza dell'intervento di Sr. M. Antonia Lalia. Io l'ho pregata tanto affinché intercedesse presso la Madonna per mia figlia che ha 37 anni, è sposata e ha avuto tre aborti spontanei. Dopo tante preghiere, è riuscita a rimanere di nuovo a rimanere incinta e, il 21 luglio è nato Mattia, un bimbo vispo e santo.
Credo nell'intervento soprannaturale di  Sr. M. Antonia Lalia e nelle preghiere delle sorelle Domenicane. Ormai, per ogni cosa, mi rivolgo a Sr. M. Antonia Lalia e spero che mi ascolti sempre perché, purtroppo, anche l'altra mia figlia ha avuto di recente un aborto con grande dolore nostro. La prima figlia si chiama Giuliana e la seconda Valentina. Vi chiedo di pregare per loro.
Con gratitudine. 


CINZIA, Roma

Care Sorelle, tempo fa ho chiesto l'aiuto in preghiere a voi per il cuore di Stefano perché torni nella mia vita amandomi di amore vero, che onorasse la sua vita facendo la volontà di Dio nostro Padre. Oggi vi riscrivo, per dirvi che Stefano c'è nella mia vita, ma abbisogna ancora di preghiere per diventare ciò che Dio vuole, e soprattutto ciò che vuole per entrambi. Care Sorelle, grazie per quanto fate, i miracoli di Maria, sono piccoli passi giorni per giorno nella mia vita da parte di Stefano ma bisogna ancora pregare affinché si converta all'amore di Gesù Cristo e lasci per sempre quella sua libera vita e le effimere cose di passaggio di qua. Che Dio vi benedica e vi protegga sempre e saluto in segno di amore fraterno Madre Antonia Laila. Grazie infinite. Cinzia Quattrocchi.


PASQUA ROSA, Roma

Cara Madre Lalìa con grande gioia lodiamo il Signore, che ha esaudito le nostre preghiere.., quello che la scienza umana non può, il Signore invece può tutto! Dal grembo sterile di mia figlia Alessandra, sono "germogliati",  (a circa 37 anni di età) due piccoli  angioletti... tutto è opera di Dio; niente è impossibile a Lui e... Con tanta gratitudine ed a testimonianza dell'Amore di Dio per noi tutti. A te affido , Madre Lalia, questi due gemelli nel grembo di mia figlia Alessandra. Grazie. Tua aff.ta Pasqua Rosa


ANGELA SCHINAIA, Roma

Con molta, moltissima riconoscenza comunico a voi reverende suore che ho ottenuto da Suor Maria Antonia una grande grazia, per la quale l'ho pregata ogni giorno, per questa particolare intenzione - la graiza è di aver ottenuto un buon lavoro e la salute ad una persona a me molto cara, che da tempo soffriva e penava per mancanza di lavoro e conseguentemente viveva in stato di depressione con mal di stomaco, insonnia e alri sintomi penosi....


VIRNA MARAT, Agello Magione (Pg)

Ho conosciuto Sr. Maria Antonia Lalìa leggendo della sua vita, vero esempio di amore per Dio e per il prossimo, e mi sono rivolta a Lei in un periodi di ansie e preoccupazioni ricevendo la grazia di veder vanificati i miei timori. Nelle piccole difficoltà quotidiane sento che S. Maria Antonia mi è accanto aiutandomi, attraverso la preghiera, a sentirmi più vicina a Dio


LORENA DEL CARMEN DAVILA DE VASQUEZ (Città di Guatemala)

L'esame annuale di papanicolau  diede un esito terribile cancro, ebbi la senzazione che il cielo e la terra si univano. In quel momento solo piansi a dirotto e pensavo ai miei figlie e al mio sposo. La Direttrice della Scuola dove studia mia filgia mi diede una immaginetta e una medaglietta di Madre Lalia, e io me la missi  e non me la tolsi più, la porto sempre con me. Ho pregato ogni giorno Suor Maria Antonia Lalia, chiedendoli di intercedere per me presso Gesù affinchè ogni macchia di cancro  nel mio utero si cancellase. Ho subito un intervento chirurgico, l'esito del quale è stata la lieta notizia : donna Lorena , lei è sana, sta bene", io soltanto riuscì a dire: Gloria a Dio, benedetto sii tu Signore!" e tornai a casa, dove assiene a tutta la mia famiglia ringraziamo Dio per il miracolo ricevuto e baciai la medaglietta di Suor M. Antonia Lalia ringraziandola per questa grazia che mi ha ottenuta dal Signore.


ENZO DIGRANDE (Cassibile - Siracusa - Italia)

Sia lode al Signore e alla Madre Antonia Lalìa: la piccola Giulia è stata dimessa stamattina dall'ospedale e ha superato velocemente  l'ittero, ora è a casa coccolata dai suoi genitori.  Grazie per le vostre preghiere.  La Madre Antonia Lalìa possa  sempre prottegerci nel nostro peregrinaggio terreno.  Sono sempre stato convinto che la Madre Antonia non delude mai quanti ricorrono alla sua intercessione presso il cuore di Gesù, il suo agire per noi dal cielo è sempre così efficace, attento, discreto e delicato.  No, la Madre non abbandona mai quanti la invocano e sa donare conforto e speranza nei momenti della prova.


ALESSANDRO CASTRO (Catania)

Nel 2006 stavo molto male poiché mi era stato scoperto un cordoma del clivus, l'intervento era apparso difficilissimo, poiché potevo morire o rimanere infermo, ma prima di operarmi sono andato a San Sisto dove c'è la tomba di Madre Lalìa e lì ho pregato con fede e l'ho sentita vicina che nel profondo del mio spirito mi diceva non devi avere paura.  Sono stato operato il 18/07/2006, l'intervento è riuscito, ma io non ho subito ciò che i medici avevano previsto, sono illeso dalla infermità e cecità.  Un controllo TG cranico con MDC ha documentato gli esiti dell'intervento in assenza di complicanze intracraniche dopo due anni di controlli a Roma, Milano e Parigi, i medici hanno assicurato che il tumore non c'è  più.  Io sto benissimo e posso rientrare al lavoro.  In fede rilascio questa dichiarazione per la beatificazione di Madre Lalia.


MIRELLA D'ELIA (Paternò)

Sono affetta da endometriosi per tanto ho subito l'asportazione di ovaia e tube di falloppio.  Nel 1983 ho avuto la prima figlia non senza problemi ma per fortuna la bimba è nata sana anche se prematura.  Dopo di che ho perso ben 7 bimbi.  La mia è così diventata una sfida con me stessa e con la scienza! Ho provato di tutto andando anche contro i criteri della chiesa.  Nel 1991 invece con stupore mio e del ginecologo, scopro casualmente di aspettare un bambino.  Nessuno avrebbe scommesso un centesimo su quella gravidanza.   Avevo la placenta attaccata a un filo e l'unica  conferma della medicina era: "oggi è andata bene domani chissà!)  Ero disperata fino a que un giorno due suore sono venute a trovarmi portandomi l'mmagine di Madre Lalia, ho subito provato un senso di serenità e ho iniziato a pregare insieme alle suore affinché il miracolo si avverasse.   Dopo un mese da questa visita il ginecologo mi ha portato a fare l'ecografia, io ho portato con me l'immaginetta e l'avevo appoggiata sul grembo.  Il medico con grande meraviglia e incredulità mi dice: Signora tutto va bene la placenta si è attaccata e dopo mesi di immobilità e dipendenza in tutto dagli altri, lacrime e disperazioni il g. 06/09/1991 anche se con un mese di anticipo la mia Alessia è nata vispa e sana.  Le parole del medico sono state: Come hai fatto a farla nascere e a uscirne viva lo sai solo tu!.  Si, io lo sò e non finirò mai di ringraziare Madre Lalia per il grande dono che mi ha fatto.


DANIELA BENUCCI (Perugia)

La signora Benucci Daniela e il coniuge, sig. Di Nepi Giacomo, avevano desiderio di un figlio.  Dopo alcuni mesi di tentativi infruttuosi si sono rivolti  a diversi specialisti in Ginecologia e Ostetricia e in Andrologia, per verificare se ci fossero ed eventualmente como superare problemi specifici. I vari e ripetuti accertamenti hanno portato alle seguenti conclusioni: Severa asteno - teratospermia, occlusione tubarica anatomica per tuba, Spasmo bilaterale tubarico con occlusione funzionale bilaterale. Fibromatosi uterina a nodi multipli intramurali, Malformazione della cavità uterina.  Per tali motivi la signora si è sottopsta a due  tentavivi di Procrezione medicamente assistita, una volta mediante FIVET, l'altra mediante ICSI. In nessuno dei due tentativi è stato ottenuto nessun risultato positivo.  Dopo la richiesta di preghiera per intercessione di Madre Antonia Lalia, la signora Benucci ha concepito spontaneamente.


FRANCESCA LIOTTA (Paternò, Catania)

Da tempo avvertivo alla gamba sinistra un gonfiore e dei dolori, dopo vari accertamenti mi hanno diagnosticato un "Liposarcoma".  Le suore della sua amata Congregazione mi hanno spinta a rivolgermi alla Madre Fondatrice Suor Maria Antonia Lalia.  Con grande fede ho invocato l'aiuto della Madre.  Sono stata sottoposta ad un intervento e con grande meraviglia da parte dei medici è andato meglio di come loro si aspettavano.  Sono sicura di aver ricevuto questa grande grazia.


EMMA RAPISARDA (Catania)

Sono una pensionante di Villa Pacis. Mio nipote doveva subire un itervento al cuore per la valvola mitralica ho tanto pregato Madre Lalia perché assistesse mio nipote durante l'intervento.  La notte ho sognato la suora che con la sua presenza mi rassicurava per la guarigione di mio nipote, sempre nel sogno andavo a trovarlo e mi diceva che durante l'intervento aveva una suora vicina che gli dava tanto conforto.  L'intervento è riuscito molto bene e la sua ripresa dopo l'intervento va benissimo e sorprende anche i medici.  Per me è una grande grazia e ringrazio Madre Lalia di essere stata esaudita e affido mio nipote alla sua protezione.


SUOR MARIA FRANCESCA FORTUNATA (Roma)

Mi sono raccomandata più volte a te e hai sì che il Signore mi esaudisse.  Ti ringrazio di tutto e sempre fiduciosa, metto sotto la tua protezione tutti i miei cari ed in particolare il mio piccolo pronipote Gianluca.  Mi affido a te, proteggimi, sempre cara Madre e guidami a Gesù e Maria.


SUOR MARIA ALESSIA BRESCIA (Catania)

Nell’ultimo ricovero diagnosticarono che dovevo subire il terzo intervento al cuore e che c’era molto rischio, i medici non mi hanno dato che negative speranze: il 20% di riuscita.  Dopo queste esili certezze ho chiesto a tutta la Congregazione preghiere e suppliche perchè tutto si svolgesse al meglio. Sono entrata in sala operatoria in uno stato di grave sconforto e trepidazione, pensando di uscirne morta.  Quando arrivammo, gli anestesisti mi intubarono la bocca, il naso, le vene delle braccia e la carotide, dicendomi: Adesso mandiamo l'ossigeno e lei dormirà tranquilla e serena, saremo noi stessi a vegliarla. Sapevo in quel momento che le mie Superiore e tutta la Congregazione stavano pregando la Madre Fondatrice per me ed anch'io mi rivolsi a Lei con queste parole: "Madre, se Gesù vuole, accompagnami da Lui; se è al contrario accompagnami per la vita" e mi rivolsi agli anestesisti dicendo loro di procedere.  Il risveglio fu tragico, perché mi sentivo di marmo, con i muscoli atrofizzati: funzionava solo l'udito, per cui sentivo che gli anestesisti, i quali mi avevano seguita tutta la notte, chiamavano medici ed infermieri in aiuto perché non mi svegliavo.  Io sentivo che mi pizzicavano, mi davano schiaffi, mi aprivano le palpebre, ma non potevo reagire ed ero come una lastra di ghiaccio.  Mi misero le coperte termiche, l'elettrostimolatore... ma invano e sentivo un'infermiera che diceva al medico:  E' morta. Mi atterrì allora il pensiero che mi staccassero i tubi e mi portassero in camera mortuaria e cercavo inutilmente di muovermi e di gridare: "Vi sento, sono ancora viva".  Dopo un pò ritornarono alla carica stimolandomi in tutti i modi, ma invano.  Ero terrorizzata vedendo che tutti i miei tentativi di comunicare con loro erano vani, per cui compresi che il mio era un caso di morte apparente.  In quello stato di disperazione mi ricordai di tutte le preghiere che la Congregazione faceva per me e mi rivolsi mentalmente alla mia Fondatrice, dicendole: "Madre Lalia, abbi pietà di me, non farmi portare nella camera mortuaria".  Un medico che non si dava per vinto, si mise a muovermi la faccia, gridando: "Se mi senti, muovi almeno la lingua, forza, forza".  E io dicevo: "Madre Lalia, aiutami, perché non ce la faccio più".  Proprio in quel momento mi sentii sciogliere solo la lingua e riuscii a fare un piccolo movimento, accompagnato da un profondo sospiro di medici ed infermieri.  Mi acasciai stremata di forze, ma contenta perché si erano accorti che ero viva. Ora mi sono ripresa rapidamente, con meraviglia di tutti, e ringrazio le mie superiore e tutte le consorelle, perché se sono viva e sto ricuperando gradualmente le forze lo devo alle preghiere che sono state fatte per me.


DOMENICO PISTORIO (Catania)

Mentre ero ricoverato a Milano per essere sottoposto al delicato intervento chirurgico cardio-vascolare per l’eliminazione di un aneurisma, ho avuto l’immaginetta di Suor Maria Antonia Lalia.  Dopo l’intervento, tecnicamente riuscito, ho avuto alcuni mesi tristissimi che ho passato a letto, quasi privo di gambe e con forti dolori, per una necrosi ossea alla colonna vertebrale. Successivamente sono stato sottoposto a vari analisi, tre esami di TAC, una RM e altro ancora, ma non essendo stato possibile usare una terapia farmacologica in quanto avevo sofferenza renale che lo impediva. Da questo ultimo  disturbo sono sicuramente venuto fuori solo per grazia Divina e per l’accoglimento delle tante preghiere che abbiamo rivolto al buon Gesù per l’intercessione di Madre Lalia.


SUOR MARIA AMALIA MELITA (Catania)

Il g. 29/07/1996 il Signore mi ha visitato con la grazia della sofferenza.  Mentre irrigavo i campi dell’Istituto, improvvisamente sono caduta a terra, rimanendo immobile. Sono stata ricoverata. Risultato della diagnosi: staccato il perno del femore. Il g. 05 agosto sono stata operata. Per 20 giorni, nonostante una terapia accurata, eseguita da una brava terapista, non riuscivo a far funzionare l’arto sinistro.  Tutti gli sforzi dell’infermiera erano inutili, tanto che un giorno inquieta ha esclamò: “se non collabora non verrò più”. Mi sono sentita mortificata e addolorata, appena è andata via ho cominciato a piangere, invocando con fede viva l’aiuto di Madre Antonia  perché mi aiutasse a sollevare la gamba.  All’improvviso con uno sforzo sovrumano sono riuscita a sollevare la gamba, piegandola a destra ed a sinistra.  Con grande meraviglia e commozione scendo dal letto, prendo il citofono e chiamo le suore, queste con le lacrime agli occhi, hanno osservato i vari movimenti della gamba e hanno esclamato insieme a me: “E’ una grazia”.


FRANCESCA LA SPISA (siena)

Sono una ragazza di 20 anni e con tutto il cuore desidero scriverle questa lettera per comunicarle la grazia che ho ricevuto per intercessione di Suor Maria Antonia Lalia. Mi trovavo per caso presso la casa di Santa Caterina, ero disperata e confusa a causa della delusione d’amore, stavo male e desideravo ardentemente sapere cosa il Signore volesse da me, in che modo dovesse servirlo. Grazie a Dio ho incontrato Suor Osanna una suora dolcissima che mi ha detto queste parole: “Noi non siamo mai felici finché non si fa ciò che Dio vuole”. Mi ha consegnato l’immaginetta di Suor Maria Antonia Lalia invitandomi a pregarla. Sono arrivata a casa felice, la sera piangendo ho detto la preghiera e la mattina verso le 07:30 mi hanno chiamata da una scuola elementare per fare la prima supplenza.  Sono scoppiata a piangere dalla gioia perché il Signore attraverso Madre Lalia mi ha fatto capire che lo devo servire con i bambini.


ANTONELLA DE MANNA (La Spezia)

Il tre luglio ero molto agitata e preoccupata perché dovevo sostenere l’esame di lingua spagnola, la mamma mi ha dato l’immaginetta di Madre Antonia , io ho recitato con fede la preghiera, e l’esame è andato bene, ho presso 27/30.  Il g. 24 luglio sono caduta e i medici mi hanno ingessato il piede destro fino al ginocchio. Il dolore, il caldo ed il fastidio mi rendono nervosa, ho chiesto l’aiuto a Madre Antonia ed ora riesco a sopportare, ma non solo, a me sembra che l’ingessatura non mi da più quel dolore e quel fastidio di prima.


FRANCESCA MARLIA (Pieve di Camaiore)

Ho avuto la gioia di conoscere Suor Maria Paola Castro in un momento di grande difficoltà per me. Confidandomi con lei, le ho detto de mia figlia, la quale sposatasi da poco e avendo bisogno di lavorare sia per contribuire al bilancio familiare e sia per salvare il matrimonio, era molto abbattuta e no con lei.  Allora la cara suora mi ha incoraggiata spingendomi a pregare la serva di Dio Madre Antonia Lalia.  Io allora alquanto scettica le risposi: “la preghi lei per me, perché a me sta pure antipatica. Bene - continua Suor Maira Paola con una nota di arguzia nella voce – facciamo una scommessa: se riceverai la grazia per tua figlia dovrai credere nella nostra Madre Fondatrice!.  Dopo pochi giorni mia figlia è stata chiamata per una supplenza di un anno nella Scuola delle Dorotee di Lucca e per me è stata come averla messa nelle braccia della Madonna.  Ora mia figlia è serena e non litiga più con suo marito e io prego la grande santa Madre Lalia perché questa supplenza di un anno duri ancora per molti anni fino a un posto sicuro.



SUOR MARIA GABRIELLA GODOY LOPEZ (Guatemala)

Sono novizia e mi sono operata da poco, ancora mi trovo in convalescenza e da ciò che dicevano i medici, tutte le radiografie e da le altre visite risultava che era affetta da un tumore maligno, tanto che il chirurgo, voleva operarmi presso l’ospedale Incan, un ospedale riservato solo ai malati di tumore. Hanno insistito di operarmi in una clinica con la viva speranza che intervenisse  la nostra Madre Fondatrice. È così è avvenuto.  Nel mese di aprile 1997, non trovarono nulla di quanto i medici pensavano e le radiografie mostravano.  Le mie consorelle affermano che il chirurgo mentre mi operava cercava la massa dura come pietra, che aveva sentito prima sotto le sue mani e che si vedeva bene nelle varie radiografie.  Non trovandola esclamò: “Questo è un miracolo”.  Guardando bene trovò una ciste appoggiata alla aorta annodata a una vena.  Tolta la ciste il sangue della aorta e della vena riprese normalmente il suo corso e tutto ritornò al normale. L’infermiera ripeteva: “Che santo avete pregato?”.  Io dopo qualche ora dall’intervento chiedevo l’immaginetta della Madre Fondatrice che le suore mi avevano messo sotto il cuscino. La ferita abbastanza grande si è chiusa senza complicazioni.


IOLANDA COMBRA (Genova)

Mia figlia ha superato un intervento chirurgico, mio marito ha subito l’esportazione di un rene con tumore… e anche lui per intercessione di Suor Maria Antonia Lalia  ha ottenuto la grazia sia spirituale che fisica.


SUOR MARIA DEL ROSARIO CABRERA (Guatemala)

Dopo diversi accertamenti, nel 1999 sono stata operata di avere un tumore molto grande. Io pregavo Madre Lalia ma anche il medico mi ha detto di farlo ed ella ha risposto subito. L’intervento è durato tre ore ma io sentivo dentro di me tanta serenità e tranquillità che i medici si sono sorpresi di vedermi così, ma io sapevo che questo era grazia di Madre Lalia.  Non avevo paura di morire, un po’ mi dispiaceva per la mia mamma che non lo sapeva dovuto alle condizioni di salute in cui si trovava. Ringrazio Dio, la Madre Fondatrice e le mie consorelle per le preghiere che hanno fatto per me.


MAURO GLORIOSO (San Mauro Castelverde)

Alla notizia del mio malessere fisico, vale a dire un aneurisma le suore ei fedeli del nostro paese hanno chiesto l’intercessione della serva di Dio Suor Maria Antonia Lalia.  Sono stato ricoverato all’ospedale civico di Palermo. Dopo l’intervento i risultati sono stati positivi a tal punto che il professore stesso dichiarò a mio figlio: “una mano divina ha guidato l’intervento”, altrimenti essi non potevano lavorare così bene e ottenere tali risultati.
 


SUOR MARIA ISABEL CHINCHILLA (San Pietroburgo)

Il 27 aprile 2011 credo che sarà un giorno difficile da dimenticare per me, anche se all’inizio, si è presentato come tutti gli altri giorni.  Le mie consorelle erano in casa mentre io ero andata in Parrocchia per la S. Messa mattutina.  Poi mi sono avviata al lavoro che dista dalla Parrocchia un’ora a piedi e mezz’ora in autobus.  Quando ho terminato la mia giornata lavorativa sono rientrata a casa verso le ore 19.00 mentre le suore, al mio arrivo, si stavano preparando per andare alla Messa vespertina.  Poiché mi sentivo un po’ stanca, mi recai in camera per riposare, ma avevo mal di testa e decisi di andare in cucina per prendere un bicchiere d’acqua.  Mi incuriosì un forte odore di bruciato e pensai che provenisse dal forno, considerando che, forse le suore lo avessero dimenticato acceso.  Lo aprii ma era spento.  Allora mi diressi verso la cappellina e vidi che era piena di fumo, l’altare era in fiamme e della tovaglia che era sull’altare non c’era più traccia.  Mi sono fortemente spaventata perché le fiamme erano alte e stavano per raggiungere le tende.  Ma un fatto mi ha veramente sorpresa e io stessa non so come descriverlo.  Sull’altare c’era un cuscino di seta imbottito  di cotone e sul cuscino vi era appoggiata una Bibbia illustrata molto bella. Questa Bibbia era stata donata a Sr. M. Bertilla il giorno delle prime comunioni dell’anno precedente.  Dunque, mentre tutto era in fiamme, la Bibbia posta sull’altare che, come ho già detto stava bruciando, era intatta.  Le fiamme non l’avevano nemmeno sfiorata.  Io la presi e la poggiai su un tavolo e in quel momento, col cuore in gola e le gambe che a malapena sorreggevano, ho invocato Madre Lalia di aiutarmi e di illuminarmi su che cosa dovessi fare.  In quell’istante mi venne l’ispirazione di correre a prendere un secchio d’acqua e rovesciarlo sull’altare e sul tappeto che ormai si era quasi bruciato del tutto.  Davanti all’altare vi era anche una bella pianta verde bruciata  anch’essa.  Il mio grande stupore però era e rimane il “mistero della Bibbia intatta”.  Essa mi è sembrata come il roveto ardente che bruciava ma non si consumava.  Per me è stato un miracolo grande e profondo dell’amore di Dio e una grazia ancor più incisiva della nostra amata Madre Fondatrice che è sempre vicina alle sue figlie e veglia su di esse.  Forse nella nostra vita quotidiana ci sono stati tanti di questi “piccoli miracoli” ma non sempre si ha la capacità di vederli, probabilmente perché siamo sempre prese dal lavoro o dalle innumerevoli occupazioni del quotidiano.  Grazie a Dio, non è successo nulla , e le fiamme erano state domate; le suore al loro rientro hanno trovato la casa salva, l’altare bruciato di sopra e dai lati ma la loro meraviglia è stata grande nel vedere la Bibbia intatta e con profonda gratitudine hanno ringraziato insieme me la Madre Lalìa per questo piccolo miracolo ricevuto.


SUOR MARIA CONSUELO DEL CID (Guatemala)

Sono lieta di condividere con voi la mia storia.
Sono una Suora Domenicana Missionaria di S. Sisto; mi chiamo Sr. M. Consuelo Del Cid Gomez e sono di nazionalità Guatemalteca.
Il giorno 6 febbraio del 2009 mi è stato diagnosticato un cancro maligno, uno tra i più invasivi e già in uno stato piuttosto avanzato.
Essendo ancora giovane (sui 40 anni) i medici, data l’età, non mi hanno dato speranza alcuna.
Non vi nascondo che in un primo momento ho sentito come se tutto in me fosse crollato, tutti i miei sogni e le mie aspettative erano svanite nel nulla…
Però tutta la Congregazione si è unita a me nella preghiera e con piena fiducia ha chiesto la grazia della mia guarigione all’intercessione della Venerata Madre Fondatrice Sr. M. Antonia Lalia. Anche le novizie facevano veglie eucaristiche con la stessa intenzione. Dio, ricco di misericordia, ha avuto pietà di me e mi ha concesso per prima cosa la pace interiore; mi ha donato serenità e capacità di abbandono. Gesù e la sua Madre Santissima non mi hanno abbandonata neanche un momento. Ho sentito la loro presenza divina vicino a me…..dentro di me, e così mi sono messa nelle loro mani, non ho avuto più paura di nulla e mi sono sentita protetta dalla grazia del cielo. Tutto questo è frutto di preghiere, perché la preghiera è l’arma più potente che abbiamo e solo facendo questo atto di abbandono può subentrare la pace interiore.
I medici mi hanno fatto molti cicli di chemio terapia. Ho affrontato tutto con coraggio anche se umanamente non c’erano speranze. Il mio medico mi diceva: Sr. M. Consuelo, nel nome di Dio lei deve guarire. Ed è stato così perché a Dio nulla è impossibile. Improvvisamente incominciai a migliorare e  ripresi anche a camminare.
Ho sperimentato quanto sia veritiera la frase della nostra Madre Lalia: “Quanto degna sei d’amore oh divina volontà”. Io dicevo spesso: - Signore si manifesti su di me il tuo potere, perché  anche gli altri credano.
E’ stato proprio così, cari lettori. La preghiera è l’arma più potente che abbiamo. Con essa facciamo miracoli. Egli vuole solo il nostro bene e desidera che crediamo nel suo amore di Padre. Egli che perdona i nostri peccati, vuole che ci fidiamo di lui con tutta umiltà. Ora sto bene, grazie all’intervento divino. Ringrazio la mia Congregazione e anche il medico che Dio ha messo sul mio cammino; è una grande persona piena di fede e di carità.
La gloria e il potere sono di Dio nei secoli dei secoli.


SILVIA DI MARIA IN PALMERINI (Camaiore, Lucca)

Vorrei ringraziare di cuore Suor Maria Antonia Lalia che è stata vicina alla mia famiglia in un periodo molto difficile della mia vita.  Nel 2008 a mio marito Leonardo venne diagnosticato un tumore ai linfonodi, esattamente il Morbo di Hadgikin al 2° livello b.  Gli specialisti in ematologia dell'ospedale di Pisa subito gli dissero che doveva iniziare una cura chemioterapica di almeno 6 mesi con cadenza bisettimanale.  Non ci siamo presi dallo sconforto grazie anche alla nostra fede in Dio.  Non è stato facile questo percorso anche perché abbiamo 3 figli piccoli all'estraneo di tutto perché comunque non avrebbero compreso.  In quel periodo conobbi per caso Sr. M. Paola dandole un passaggio in macchina un giorno che tornava della sua amata Sicilia, che per ringraziarmi del favore mi regalo un piccolo rosario e l'immaginetta di Madre Lalia.  Da quel giorno volli affidare molte delle mie preghiere d'aiuto a Lei, ed è per questo che credo fermamente che Suor Maria Antonia sia stata vicina ed aiutato mio marito Leonardo a finire e finalmente guarire dal cancro con piena remissione.

 
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