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28 Gennaio

 San Tommaso D’Aquino

Religioso, Dottore della Chiesa

(Roccasecca 1225/6  +  Fossanova  7 Marzo 1274)

      Questo insigne dottore medievale della Chiesa - ritenuto da molti il più grande - era uno dei molti figli del conte Landolfo d’Aquino, un nobile di stirpe longobarda, e di Teodora discendente da una casata di principi normanni in Sicilia.

      All’età di circa 5 anni (verso il 1230), fu posto dai genitori nell’Abbazia benedettina di Montecassino per esservi educato e si distinse subito per la sua intelligenza e la sua eccezionale memoria. A 14 anni, proseguì gli studi a Napoli nell’Università fondata da Federico II.   

     A Napoli conobbe fra Giovanni di S. Giuliano domenicano e strinse amicizia con lui. Fra Giovanni intuì le eccezionali doti di Tommaso e lo incoraggiò ad entrare nell’Ordine. 

      Così, a 18 anni, Tommaso decise di abbracciare la vita domenicana che vedeva più rispondente alle sue aspirazioni di studio e di preghiera. L’ingresso di Tommaso nel povero, sconosciuto e tanto contrastato Ordine mendicante dei Predicatori, scandalizzò i suoi nobili parenti che si opposero decisamente a questa scelta. Essi lo volevano monaco, ma con la prospettiva, più che probabile di raggiungere la prestigiosa funzione di abate di Montecassino.

       I suoi fratelli lo catturarono  e lo tennero prigioniero per un anno, giungendo perfino ad introdurgli nella cella una donna di facili costumi per tentarlo. Ma Tommaso non cedette e si mantenne fedele al suo proposito.

     Quando finalmente lo lasciarono libero, andò a studiare alla scuola di S. Alberto Magno a Colonia e a Parigi (1245-1252). Lì seguì il corso di studi di filosofia e teologia, divenendo prima  baccalaureus (bacelliere), biblicus (1252/4) e sententiarius (1254/6) e poi, nel 1256,  Magister.

      Pur essendo di grandissima dottrina e intelligenza, il suo animo si mantenne umile, per la sua viva fede.

Guglielmo di Tocco potè scrivere di lui nella sua prima biografia: “Tommaso sentiva bassamente di sé, era puro di corpo e di anima, fervoroso nella preghiera, risoluto nel consiglio, riboccante d’amore, di mente serena, di spirito forte, previdente nel giudicare, dotato di tenace memoria, libero da ogni sensualità, tenne a vile ogni cosa terrena.”

    Spesso durante la celebrazione della S. Messa si commuoveva fino alle lacrime e quando passava a piedi per i campi, i contadini meravigliati della sua imponenza, si voltavano verso di lui.

Amante della verità sopra ogni cosa, consacrava tutto il suo tempo alla meditazione e allo studio. Taciturno e riflessivo era chiamato dai suoi confratelli  “Bue muto”, ma Alberto Magno, che ne aveva intuito l’ingegno, profetizzò: “Quando questo bue muggirà, farà tremare il mondo”!

     L’eco della sua dottrina si riscontra infatti nell’ enorme quantità di opere teologiche e filosofiche che non ha eguali. Ricordiamo in modo particolare  la Summa contra gentiles (1259/64), un trattato su Dio e sulla sua creazione, e la Summa theologica (1266/73), la classica esposizione sistematica della teologia, un’opera di tale vastità e serietà da procurare al suo autore il titolo di “Doctor communis”, cioè “Dottore universale” che però egli lasciò incompleta dichiarando: “Tutto quello che ho scritto è paglia se paragonato a ciò che ho visto e che mi è stato rivelato”.

     Verso la fine del 1273 o agli inizi del 1274, Tommaso fu invitato da papa Gregorio X a partecipare al Concilio di Lione che doveva celebrarsi nel 1274.

     Prima della fine di gennaio del 1274, Tommaso, dopo una breve malattia, si accinse a partire ma, durante una tappa al castello di Maenza, si ammalò di nuovo.

     Chiese di essere trasportato nella vicina abbazia cistercense di Fossanova (in provincia di Latina) e lì morì il 7 marzo dopo aver ricevuto con grande devozione i santi sacramenti. Aveva appena 49 anni di età.

    Tommaso fu canonizzato da Giovanni XXII ad Avignone il 18 luglio 1323. Il 28 gennaio si commemora la deposizione delle sue reliquie a Tolosa, nella splendida chiesa dei Jacobins , avvenuta nel 1369.

Nel 1567  il Papa Pio V  lo proclamò  Dottore della Chiesa. Il 4 agosto 1880  Papa Leone XIII proclamò Tommaso d’Aquino  Patrono delle scuole cattoliche e Papa Pio XI il 29 giugno 1923 lo dichiarò  Doctor communis seu universalis  Ecclesiae.

    Papa Paolo VI lo definì  Lumen Ecclesiae e  apostolus veritatis e infine Giovanni Paolo II tributò a Tommaso l’appellativo di  Doctor humanitatis.

    Possiamo perciò ben definire S. Tommaso d’Aquino come  “il più Santo fra i dotti e il più dotto fra i Santi”.

    S. Tommaso ha inoltre scritto molte preghiere tra cui vari inni per il Corpus Domini : il  Pange lingua, le cui ultime due strofe (Tantum ergo Sacramentum), sono utilizzate durante la benedizione Eucaristica e le sequenze del Corpus Domini; il Sacris Solemniis, le cui ultime due strofe costituiscono il  Panis Angelicus;  il Lauda Sion Salvatorem e l’inno  Adoro te devote  per l’Adorazione Eucaristica.

 
Santi domenicani