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15 Novembre

Sant’Alberto Magno
Vescovo e Dottore della Chiesa

(c. 1206-1280)

        Alberto nacque a Lauingen, sul Danubio, in diocesi di Augusta, da famiglia militare al servizio di Federico II. Venuto in Italia per compiere gli studi, fu prima a Bologna, poi a Venezia, infine a Padova dove conobbe il beato Giordano e decise – contro volontà dei genitori – di entrare nell’Ordine (pro. 1223). Ritornato in Germania, nel 1228 lo troviamo, appena terminato il corso filosofico e teologico, docente a Colonia.      

      Iniziano le tappe del suo insegnamento: Hildeshein, Friburgo, Ratisbona, Strasburgo; maestro in teologia (1244) a Parigi tenne per quattro anni la cattedra all’università fino a quando fu destinato a Colonia per fondarvi uno Studio generale di cui assunse la direzione (1248-52): tra gli allievi è Tommaso d’Aquino. Provinciale della Teutonia dal 1254 al 1257, fu a Roma (1256) per patrocinare la causa degli Ordini mendicanti accanitamente attaccati da Guglielmo di Saint’Amour. Ma nemmeno i tentativi del Maestro  generale dell’Ordine, Umberto di Romans,  riescono a evitargli un nuovo posto di responsabilità: nel 1260 è nominato vescovo di Ratisbona.  Riorganizzata in breve la diocesi Alberto, perdutamente sognando la vita di convento. Implora la dispensa anche da questa carica: Urbano IV la concede a caro prezzo perché gli  affida la predicazione della crociata nei paesi di lingua tedesca (1263-64). Strasburgo, Lione(ove prende parte al concilio del 1274), forse Parigi, infine la sua amatissima Colonia sono gli ultimi soggiorni di un’esistenza straordinariamente movimentata . morì il 15 novembre 1280. La sua salma riposa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Colonia. Fu beatificato da Gregorio XV nel 1622; Pio XI nel 1931 lo proclamò santo e dottore della Chiesa e Pio XII lo dichiarò patrono dei cultori delle scienze naturali (1941).
     Dell’ideale domenicano Alberto rappresenta forse, insieme a Tommaso la personificazione più completa. In lui è l’ansia di distruggere l’errore affrontandolo e prevenendolo, lo sforzo geniale per unificare in sintesi armonica tutto lo scibile e di assimilare le conquiste del pensiero pagano. Lo studio è concepito con umana: esso gli consente quella visione sapienziale della realtà, che affiora ad ogni pagina della sua immensa opera scientifica, filosofica e teologica (di qui il titolo di «doctor universalis»). Insieme a quattro confratelli Alberto redige la magna charta degli studi nell’Ordine  e la sua scuola sarà la scaturigine di due filoni auriferi: la corrente mistico-agostiniana, con Ulrico di Strasburgo (discepoli prediletto di Alberto) e la corrente aristotelico- tomista, con Tommaso d’Aquino.

 
Santi domenicani