• Domenicane di San Sisto
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Una giornata in convento



La giornata quotidiana di una Domenicana Missionaria di "San Sisto" è strutturata in modo da unire la dimensione contemplativa a quella attiva, secondo il carisma dell'Ordine Domenicano. La nostra famiglia religiosa ancora oggi segue le antiche osservanze di tipo monastico, che favoriscono la crescita nella vita interiore e orientano le nostre menti verso le "cose di Dio". Il nostro stile di vita richiede necessariamente un spirito contemplativo.L'orario quotidiano è scandito da momenti di preghiera e di lavoro, di; silenzio e studio, ilarità e gioia per favorire, nella quotidianità, l'avvento del regno di Dio in ognuna di noi e formarci all'attività apostolica.

"Fin dal mattino o Dio, fa sentire il tuo amore per noi". La giornata comincia con il sorgere del sole. Ogni suora appena alzata, eleva la sua mente a Dio ed ha a disposizione un tempo sufficientemente lungo per restare di fronte a Lui, fonte di tutta la nostra vita religiosa e di ogni attività apostolica.

 

 

 

Con la recita del"Angelus ogni mattina entriamo intimamente nel mistero dell'Incarnazione e con Maria comprendiamo meglio il valore della preghiera e dell'obbedienza. La vita di orazione, il culto personale e comunitario, la partecipazione alla Liturgia delle Ore, secondo l'insegnamento e la volontà dello stesso S. P. Domenico, è uno dei cardini della vita spirituale del suo Ordine e uno degli scopi fondamentali della sua funzione nella chiesa (Cost. n. 55).

Meditare è: aprirsi, accogliere, lasciarsi trasformare.Abbiamo sommamente a cuore l'orazione mentale o meditazione che ci aiuta, secondo il libero impulso dello Spirito di Dio a contemplare le verità eterne e dei suoi riflessi sul creato, nella Chiesa e specialmente nelle nostre anime (Cfr. Cost. n.65).

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore". La S. Messa è il memoriale e il rinnovamento del sacrificio della Croce, a cui siamo  chiamate a partecipare con la contemplazione, la preghiera comunitaria e la comunione eucaristica. La partecipazione quotidiana alla S. Messa e specialmente la Comunione è il fulcro attorno al quale ruota la vita della Congregazione e delle nostre comunità. Da essa traiamo le energie soprannaturali per il nostro apostolato che è come un'espansione della carità eucaristica. (Cfr. Cost. n 56 – 57).

La comunità si riunisce nel refettorio per la colazione, che si svolge in silenzio. Terminata la colazione ogni sorella si reca nel suo posto di lavoro.La S. Messa è il memoriale e il rinnovamento del sacrificio della Croce, a cui siamo chiamate a partecipare con la contemplazione,la preghiera comunitaria e la comunione eucaristica. La partecipazione quotidiana alla S. Messa e specialmente la Comunione è il fulcro attorno al quale ruota la vita della Congregazione e delle nostre comunità. Da essa traiamo le energie soprannaturali per il nostro apostolato che è come un'espansione della carità eucaristica. (Cfr. Cost. n 56 – 57).

Ciascuna suora, secondo le sue capacità, presta in comunità un prezioso servizio di amore e di oblazione. Il lavoro svolto nei vari campi assegnati dall'obbedienza, oltre ad essere una componente essenziale della povertà liberamente scelta è anche una forma di penitenza con cui possiamo imitare Gesù lavoratore, conformarci a Lui ed entrare sotto questo aspetto nel mistero della sua Incarnazione, seguendolo nello spogliamento di sé con la fatica della mente e delle mani che Egli stesso ha provata. (Cfr. Cost. n. 44). Tutti i lavori sono ugualmente necessari per il bene comune e per raggiungere lo scopo della Congregazione stessa cioè quello di creare rapporti di vita e fruttuosa collaborazione ispirata alla carità. (Cfr. Cost. n. 45). Per questo motivo l'apostolato dalle suore assume un prezioso valore spirituale e materiale, sia quello più semplice, nascosto e faticoso in cucina, in lavanderia, in sacrestia, a servizio delle suore anziane e ammalate, sia quello che è a più diretto contatto con le famiglie, tramite le nostre scuole di ogni ordine e grado. A queste attività vengono via via preparate anche le giovani postulanti, novizie e Juniores  nelle case di Formazione.    

Prima del pranzo la comunità si riunisce in chiesa per la visita al SS.mo Sacramento. Davanti a Gesù sostiamo per una "pausa" spirituale e per chiedergli luce e sostegno per il resto della giornata. Con l'esame di coscienza poi ognuna può controllare lo stato della propria anima e la sua corrispondenza agli insegnamenti e alle ispirazioni del Signore. (Cfr. Cost. n. 66). Infine, con la preghiera di S. Caterina, chiediamo l'assistenza dello Spirito Santo, perché venga nel nostro cuore, ci conceda carità con timore e ci custodisca sempre da ogni mal pensiero.

 

 

 

 

 

 

 

Sia che mangiate, sia che beviate… . fate tutto per la gloria di Dio". Durante i pasti, noi ascoltiamo letture tratte da libri spirituali, dal magistero della Chiesa, o le vite dei santi. S. Agostino nella Regola ci ricorda: "Quando sedete a tavola, finché non vi alzate, ascoltate senza strepito né questione quanto secondo l'uso vi si legge, acciocché non soltanto il corpo si cibi, ma anche le orecchie si pascano della parola di Dio.(Regola Cap. IV).

Ogni suora che lo desidera può recarsi nella propria cella per una mezz'ora di riposo, prima di ritornare alle sue consuete occupazioni.

Quando la luce del giorno comincia ad affievolirsi, la comunità si ritrova in Coro per la recita dei Vespri. Segue il S. Rosario che è un modo eccellente per onorare la Madre di Dio e con la recita della "catena dolce che ci rannoda a Dio", dolce retaggio dell'Ordine Domenicano, intendiamo introdurci alla contemplazione del mistero della salvezza, nel quale la Vergine Maria è strettamente congiunta a Gesù Cristo come madre e come collaboratrice della redenzione. Inoltre il S. Rosario ci aiuta ad esercitarci nell'orazione sia mentale che vocale. (Cfr. Cost. n. 62)

Ogni sera, secondo l’antica consuetudine dell’Ordine di San Domenico, noi cantiamo processionalmente le antifone “Salve Regina” e “O Lumen” seguite dai versetti e orazioni corrispondenti. Il sabato aggiungiamo anche le litanie alla Madonna e l’inno “Inviolata”. A questa cerimonia tutte sono tenute ad intervenire per una manifestazione personale e comunitaria della devozione alla Vergine Maria, protettrice e avvocata speciale del nostro Ordine.(Cfr. Ordinazioni n. 156). 

Ogni suora attende poi, con particolare sollecitudine, alla lettura assidua e illuminata della Sacra Scrittura,da cui può attingere spunti per la meditazione serale. Segue la meditazione che permette alle nostre anime di avere un colloquio affettuoso e familiare con Dio. (Cfr. Cost. n. 64-66)

Processionalmente ci rechiamo dalla Chiesa al refettorio recitando il salmo “De Profundis” in suffragio di tutti i defunti, specialmente delle consorelle, dei parenti, dei sacerdoti e religiosi,dei benefattori e delle anime più dimenticate (Cfr. Ordinazioni n. 186). Lo stesso salmo viene recitato processionalmente anche prima di colazione e prima del pranzo. La comunità di San Sisto si riunisce per la cena nell’antico refettorio che, secondo la tradizione, ha visto gli angeli portare il pane a S. Domenico e ai suoi frati. Le suore sono disposte in ordine di professione e tutte prendono il pasto ringraziando Dio per il cibo che loro concede come dono della Sua bontà provvidente. Come è già stato detto, durante i pasti normalmente si fa silenzio, ma non mancano occasioni di festa, specialmente nelle ricorrenze dell’Ordine e della Congregazione, in cui chi presiede dispensa dal silenzio e fa ricreazione a tavola. La domenica a ricordo della visita degli angeli, due sorelle distribuiscono il pane iniziando dalle più giovani.

 

 

 

 

Terminata la cena, la comunità si riunisce per un’ora di ricreazione. Anche questo atto comune è molto importante, perché permette di incontrarci, di scambiarci le esperienze vissute durante la giornata, di condividere le nostre gioie e le nostre fatiche congiungendo schiettezza e discrezione, umiltà e lealtà, serietà e gentilezza, non senza quella giusta misura di affabilità e di ilarità che è frutto di virtù, di buona educazione, veicolo di pace e fonte di sollievo nella conversazione e nei rapporti sociali. ( Cfr. Ordinazioni n. 47).Quest’ora dunque è fondamentale per incrementare la vita fraterna e quindi lo spirito di famiglia.

 

 

 

 

La nostra giornata si conclude con la recita della preghiera di Compieta che ci induce a mettere nelle mani di Dio la nostra vita, affinché Egli ci conceda una notte serena ed un riposo tranquillo. Con il riposo notturno ritempriamo le nostre forze, per affrontare un nuovo giorno a gloria di Dio, e per meglio servirlo l’indomani

 

 

 

 

 

Secondo la tradizione e la legislazione dell’Ordine domenicano, viene attribuita al silenzio una grande importanza, perché esso è il presidio di tutte le osservanze, la condizione indispensabile dello studio e della contemplazione, la garanzia della disciplina e della pace e, come veniva detto negli antichi testi domenicani, il “padre dei predicatori”, ossia la fonte di un apostolato alimentato dalle risorse della vita interiore. (Cost. n. 37).  Le suore che per ragione di studio o di lavoro devono proseguire l’attività, possono farlo, purché custodiscano il silenzio che dopo compieta è d’obbligo.

La legge del silenzio è dunque un punto essenziale nella vita religiosa domenicana, dalla sua applicazione dipendono la tranquillità delle case, la pace delle anime e l’unione dei cuori con Dio. (Cfr. Cost. n. 38). Al termine del giorno, dato il segnale con la campana, ogni suora si ritira in silenzio nella propria cella, dove più facilmente può conservare e continuare il raccoglimento e il colloquio dell’anima con Dio (Cfr. Cost. n. 38). Una sorella, poi, passerà a benedire le celle, ricordando con quest’atto che anche la Vergine Maria al tempo del S. P. Domenico, aspergeva i giacigli dei frati con l’acqua benedetta, come segno della sua materna e provvidente protezione.